CORSO DI PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA – PRIMA EDIZIONE – PROGETTI

“Immigrazione e Integrazione”

con il patrocinio del “Robert F. Kennedy Human Rights Italy

Progetti fotografici realizzati durante l’intero periodo di svolgimento del primo Corso di Progettazione Fotografica di Diaframma Aperto ed esposti alla mostra ad essi dedicata presso la sala espositiva del centro “Robert F. Kennedy Human Rights Italy”.

Il tema guida dei progetti è quanto di più attuale oggi nel panorama politico e sociale in Europa e nel Mondo, l’Immigrazione.
L’intento dei progetti vuole essere quello di sensibilizzare, perché crediamo che tendere una mano ad una persona, qualunque sia la sua origine, la sua religione, la sua razza, la sua cultura, sia sempre meglio che ritrarla.

Antonio Desideri & Matteo Colombi
Charlotte Dekaise & Sergio Fabbri
Chiara Martucci & Marianna Sarri
Fabio Assirelli & Fulvio Elia
Francesco Fatichi & Jacopo Simoni
Giovanni Vichi & Matteo Trentanove
Irene Nasoni & Lorenzo Marconi
Martina Roberti
Mary Obando
Pierpaolo Florio & Sabina Morosini

 

Antonio Desideri & Matteo Colombi - Presenza, Assenza

L’esistenza umana è caratterizzata dal confronto continuo con l’altro da sé. Gli interrogativi che ne nascono assumono maggiore forza nel momento in cui l’altro è portatore di una diversa cultura. La negazione della diversità, così come la sua accentuazione, sono presupposti perché il raffronto non generi relazione.
Il lavoro che presentiamo è centrato sulla presenza/assenza dell’altro proprio per porre l’accento sulla ricchezza di relazioni che i flussi migratori determinano. Il vuoto – affettivo, funzionale o spaziale – che si verrebbe a creare in assenza di quei flussi fa da contraltare alla potenziale ricchezza di cui sono portatrici le singole identità.
Ogni singolo lavoro è composto da due scatti il cui protagonista è lo stesso soggetto, presente e assente. Il primo scatto: la persona, la presenza, la relazione; il secondo: la sua assenza nel contesto familiare, amicale o lavorativo in cui (non) è inserita.
Le persone sono archetipi della ricchezza di ogni incontro.
Ringraziamo per il supporto, la disponibilità e i bellissimi incontri: Scuola di Arabo "Alshuruk", Firenze; Claudia, Carlos e Charlotte, Figline V.; Delfino Residenze, Reggello; Piuma Onlus, Firenze e soprattutto (lei sa perché) Simona Ricci.

Charlotte Dekaise & Sergio Fabbri - Chi impara una nuova lingua acquisisce una nuova anima

La comunità cinese è una delle tante comunità di immigrati in Italia avvolta da un alone di mistero ed impacchettata nel pregiudizio. Se provassimo ad avvicinarci, magari riusciremmo a sciogliere quel mistero e a distendere quei tabù che tanto imperversano su di loro. Con l’intento di dare un principio di risposta a molte delle domande che gli italiani si pongono, ci siamo avvicinati a una scuola di Prato, l’Istituto Internazionale di Educazione e Mediazione Culturale “La Città Proibita” che, attraverso un lavoro intenso di ricerca, studio e documentazione, ha ottenuto un posto di rilievo sul territorio con la duplice finalità di favorire la conoscenza delle tipicità del nostro paese e al tempo stesso l'integrazione degli studenti cinesi all'interno del sistema sociale italiano. Ci auguriamo, con i nostri sforzi, di essere stati capaci di trasmettervi l’empatia che si è generata.

Chiara Martucci & Marianna Sarri - Se ci incontreremo sarà bellissimo

“Nessuno è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle, o il suo ambiente sociale, o la sua religione. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto”, Nelson Mandela.
Il nostro intento è documentare come viene concepita dai sistemi educativi l'integrazione degli alunni immigrati e raccontare le attività finalizzate a prevenire il disagio e l'isolamento e a promuovere l'integrazione tra culture diverse. Abbiamo ritratto bambini durante le attività ricreative ed educative che vengono promosse da alcune realtà territoriali del comune di Firenze, in particolar modo ci siamo interessate al Progetto Gioco Scuola: sostegno extra-scolastico a favore dei minori disagiati del Quartiere 5, promosso da Reach Italia Toscana Onlus-Adra Italia Onlus, in collaborazione con Progetto Cucciolo Onlus e Quartiere 5.

Fabio Assirelli & Fulvio Elia - Ce l’ho fatta!

Il fotoprogetto racconta la storia di Hiron Peris H. scappato dallo Sri Lanka quando aveva soli 13 anni quando nel suo paese scoppiò la guerra civile. Si trattò di una guerra in cui si scontrarono il popolo dello Sri Lanka composto dal governo dello Sri Lanka, civili srilankesi contro l'organizzazione terroristica estremista delle Tigri Tamil. La sua storia è molto interessante, si è arrangiato fino a quando è riuscito a trovare un posto da lavapiatti, ha cominciato ad osservare cuochi e camerieri, ad assaggiare i residui di cibo nelle padelle per conoscere ed abbinare sapori fino quando si è sentito di proporre al suo capo di provare a farlo cucinare. Nel giro di poco è diventato lo chef ed è arrivato, qualche anno fa al punto di aprire un suo ristorante con a menù piatti veramente unici e ricercati seppur molto semplici. Non ha portato molto dal paese di origine, una tavola da surf su cui ha attaccato il menù e che adesso tiene davanti al ristorante, ed un machete che gli regalò suo padre.

Francesco Fatichi & Jacopo Simoni - La Cina invisibile

Non siamo in Cina. Non siamo a Prato. Siamo a Fucecchio, Empoli.
Qua non si fanno magliette da vendere al mercatino e non ci sono persone legate alle macchine da cucire. Qua si fa il “Made in Italy”, con le iniziali maiuscole. Qua producono alcuni grandi marchi della moda. Qua si fanno le cose in regola. Si lavora. Si lavora bene. Si lavora per bene. Loro vivono qua, tutti insieme, tutta la famiglia, nel capannone: lavorano, studiano, ridono, scherzano, mangiano e bevono. Non sono schiavi. Questo è il loro mondo, il loro universo. Il resto è fuori. Sono persone normali. Come noi. Ma la loro casa non è qua. Non sappiamo dove sia. Ma in fondo Confucio diceva: “La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito”. Forse, quindi, hanno ragione loro: abitano il mondo senza appartenere a nient’altro che a loro stessi, con la loro casa sulle spalle, come moderne lumache umane.

Giovanni Vichi & Matteo Trentanove - Con loro

Esiste una realtà che racconta di migliaia di uomini, donne e bambini che ogni giorno arrivano o provano ad arrivare dall'Africa nel Vecchio Continente, in cerca di una speranza o forse semplicemente di un’”alternativa”. Un’alternativa alla povertà, alla guerra o alla persecuzione che affligge il loro Paese d’origine, la loro casa.
Entrando in contatto con la Misericordia di Empoli, abbiamo avuto l’occasione di conoscere Phillips Ike and Jali Babou Saho, due ragazzi nati rispettivamente in Nigeria ed in Gambia, che, giunti in Italia in fuga dall’Africa, oggi vivono tra Empoli e San Miniato, dove, grazie al supporto della Misericordia, seguono un percorso di integrazione sociale, lavorativo ed abitativo per richiedenti asilo, con la speranza di raggiungere al più presto una propria autonomia ed ottenere il diritto di vivere a tutti gli effetti nel nostro Paese.
“Con loro” è un progetto che vuole raccontare attraverso la fotografia almeno una piccola parte di due ragazzi che al pari di tanti altri immigrati hanno lasciato molto scappando dal loro Paese, portando “con loro” solo poche cose, una piccola parte di quella che era la loro vita prima di venire in Italia, spesso anche solo i loro sogni. “Con loro” è anche il nostro messaggio e l’augurio che l’Europa tutta tenda sempre una mano verso chi chiede aiuto.

Per il progetto fotografico completo di Giovanni e Matteo clicca qui

Irene Nasoni & Lorenzo Marconi - Andare oltre

"Andare oltre" è un viaggio.
E' un viaggio fotografico per cercare di guardare oltre il pregiudizio e l'apparenza. L'apparenza di semplici luoghi ad uso e consumo comune come i mini-market e il pregiudizio di chi li addita solo come luoghi di vendita di alcolici, guardandoli con diffidenza perché gestiti da immigrati. E' un viaggio con Abul e Ruma e i loro figli Arata (5 anni) e Arayen (pochi mesi), emigrati dal Bangladesh all'Italia, titolari di un mini-market a Firenze.
E' un viaggio fotografico per cercare di trasmettere anima a persone e luoghi, che, di solito, anima, non pensiamo ne abbiano. E ritrovare sensazioni ed emozioni "familiari", che non hanno né colore, né razza.

Martina Roberti - Made in Italy

Il progetto “Made in Italy” vuole raccontare come la collaborazione tra italiani ed extracomunitari sia alla base del successo di molte aziende italiane, partendo da alcune ditte operanti nel settore tessile pratese. All’interno delle aziende visitate convivono prevalentemente italiani e cinesi, ma anche senegalesi, pakistani, bengalesi, albanesi, rumeni; ogni nazionalità con le proprie usanze, i propri riti, i propri cibi, la propria cultura. Sul luogo di lavoro si è costretti a stare insieme, a condividere lo stesso spazio, a fare squadra per portare avanti un obiettivo comune; questa forzatura porta inevitabilmente a conoscersi, a relazionarsi con persone che mai avresti pensato. Cadono i pregiudizi e le diffidenze, talvolta nascono delle vere amicizie, nuovi miscugli culturali. Il progetto vuole mostrare come questi mondi così lontani possono essere così vicini.

Mary Obando - Internal displacement in Colombia

Colombia is a country that has suffered an internal armed conflict for over 5 decades between the national government and illegal armed groups such as the FARC, the ELN, the EPL, the paramilitary, among others. In the middle of the crossed fire of the war, these groups have negatively shocked the civil population, through various violent events. One of them is by far the internal displacement which has caused an overwhelming number of victims. According to the International Humanitarian Law and the Human Rights, it is forbidden to force citizens to abandon their homes and the inhabitants of occupied territories, cannot be expelled from their territory by the occupying power.
As well as refugees, who crosses the borders of their original countries, the internal displaced individuals assume a greater level of vulnerability since they have been forced to leave everything. In the case of Colombia, the situation of internal displacement becomes more complex, to the extent that one of the causes which create the armed conflict, is the possession and use of land. Reason for which, the policies that generate greater inclusion to minimize the inequality and the process of land destitution which is headed by the government, are mechanisms that are required in an urgent manner.
Sadly, Colombia has occupied the first spots with more displaced individuals at an international level with 6.044.200 million victims, after Syria, according to the Norwegian Refugee Council. This number represents an alarming 12% of the entire population. This is added to the phenomenon of displacement being directly related to conditions of poverty. In the case of Colombia, 63% of the victims of displacement live under the poverty line and 33% of them, live under extreme poverty. It is difficult to hold an exact record, since it often happens that a displaced individual keeps being so more and more again.
Norwegian Refugee Council. Internal Displacement Monitoring Centre. Global Overview 2015. “People Internally Displaced by conflict and violence”. Page. 16. May 2015.
After various unfinished attempts, Colombia is now in the middle of an historic moment with the potential signing of an agreement to end the armed conflict between the national government and the FARC; one of the oldest guerrilla groups in the continent, even though in the last 3 years of negotiation, the internal displacement has not ceased. Additionally, we are awaiting the formal start of the negotiation with the ELN, after the public announcement of their agenda. In a gradual manner, it is also expected to dismantle the paramilitary phenomenon, which would increase the efforts to provide non-repetition guarantees both for International Humanitarian Law such as internal displacement, as well as other violating facts, for the construction of a stable, long-lasting peace with social justice to be possible in Colombia.
Text drafted by: Natalia Amaya Gómez, Specialist in Conflict Resolution, Pontificia Universidad Javeriana, Bogotá – Colombia, natalia.amaya2239@gmail.com

Pierpaolo Florio & Sabina Morosini - In attesa

Gli scatti del progetto “In attesa” nascono dall’incontro degli autori con 94 ragazzi immigrati, ospitati presso l’Ostello di Camerata a Firenze. I ragazzi provengono da paesi lontani, diversi tra loro per lingua, tradizioni e cultura, che ora condividono tutti una stessa condizione, quella dell’”attesa”.
Tutti loro hanno infatti inviato la richiesta alla Commissione Territoriale per ottenere la protezione internazionale e sono in attesa di conoscere la data in cui verranno convocati per il colloquio. Quel giorno sarà per loro fondamentale perché verrà concesso o negato loro il permesso di rimanere in Italia. Quella data avrà conseguenze determinanti sulla loro futura esistenza. L’"attesa" di questo momento fondamentale traspare da ogni loro gesto, sguardo e parola, ed un senso di incertezza ed angoscia ha investito anche noi che siamo troppo spesso solo semplici spettatori.
L’idea di questi scatti nasce così dal tentativo di riportare al centro le singole storie e di ridare al tema “immigrazione”, di cui spesso si parla solo in termini di numeri, dei volti e dei nomi per tornare a parlare di storie di uomini, di dignità e di rispetto.

 

Foto all'inaugurazione della mostra - Sala espositiva del centro "Robert F. Kennedy Human Rights Italy"