IMMIGRATION AND INTEGRATION – WITH THEM

by Giovanni Vichi & Matteo Trentanove

Under the patronage of “Robert F. Kennedy Human Rights Italy

and with the friendly support of the “Misericordia of Empoli

Immigration and Integration - With them

In the last few years economic, politic and reality in Italy and Europe have been touched by immigration like it have never happened before. The number of people that come to our country is always increasing. Unfortunately, too often we link the word “immigrants” to “problem”, and, even worse, after the tragic events that happened first in Paris and then in Bruxelles, to “terrorism”. But the reality is that every day thousands of men, women and children leave their native country for Europe, looking for a fresh new start, or, maybe, just for an “alternative”. An alternative to war, poverty or persecution afflicting their country, their home. The majority of them come to Europe not knowing what they will find, but just what they left. So, getting in touch with the Misericordia of Empoli that hosts and assists many of these people, we tried to tell the story of two young men that left Africa and came to Italy, their first impact with the new reality and the hospitality that they received from our country. We had the occasion to meet Phillips Ike and Jali Babou Saho, two guys born in Nigeria and in Gambia. They now live between Empoli and San Miniato, where, thank to Misericordia’s support, they are joining a social integration program that provides assistance in finding a house and a job, with the wish to find, as soon as possible, their own independence and to get the official right to live in our country. They told us about their past experience, the long and hard trip they made to come to Italy and about their wishes and desires.

Phillips is a 23 years old man, every day he trains in “Tana delle Tigri” gym, in Ponte a Egola, to become a professional boxer. He arrived to Siracusa (Italy) the first time in September 2015, and from December, thank to the assistance of Misericordia, he came to live in Empoli. While he was in Africa, Phillips started to fight in South Africa, were he have lived for about one year, until when, in April 2015 the situation has worsened, and the South Africa’s people has started to fight towards the foreigners coming from others African States with attacks in Johannesburg and Durban. Phillips was forced to go back to Nigeria first, in Katsina, to his family. From there he had to run away again because of religious conflict. He went to Libya on his own, where he lived hidden because of the risk of being killed. First he had to find out who he could or couldn't trust. He worked there for a month to earn enough money to be able to pay the 10 hours boat trip to Italy. Phillips told us that he would like not to talk about that experience and he would like to forget it. His definition of himself is “Power puncher”, a strong boxer that faces life never giving up. His objective is to weaken his antagonist, until the moment to attack him comes. Phillips is very young, but he already knows a lot about life; he accepts other people's help, but he can also be very independent. He doesn't want to have or create any problem, he would like to be known as a nice person. His philosophy is enclosed in the tattoo he has on his arm “I search for fame, not for shame! All the same, I sign my name”, Geministic Swagg.

Babou is a singer and musician, he plays the Kora, an instrument of his country. He brought it with him during his trip around the Centre of Africa, and, after to Libya, where he met one of his brothers. In a few days, after he arrived in Libya, the situation got dangerous because of the war. Babou couldn't go back home, to Gambia, due to the dangers on the border and the high price of the flights. He decided to try to come to Italy. He bought the ticket for the boat that brings immigrants on our coasts. Babou's trip lasted one entire day, before they arrived to Sicily, he never slept, worried about the danger he was going through on that boat. Now he is in Italy since one year and a half, waiting for the documents that will allow him to live regularly in Europe. He would like to go to Berlin one day, where he will be able to play his music as a job. For now, he can just go around Italy, between Tuscany, Veneto and Milan, playing with Italians and foreigners bands. He left us saying “I believe one thing in my life, I believe respect ... this is life”.

“With them” is a project which aim is to tell, through the photography, at least a small part of the life of two young men that, like many other immigrants, left everything to run away from their country, bringing “with them” just a few things, a small part of their past life, often just their dreams. “With them” is even our message, and the wish that all Europe will always be ready to welcome the people in need.

 Immigrazione e Integrazione - Con loro

La realtà degli immigrati e dei rifugiati non è mai stata così attuale in Italia ed in Europa come in questi ultimi anni. Sono sempre di più i profughi che arrivano nel nostro Paese ed ormai troppo spesso si associa la parola migranti a quella di “problema” ed ancora peggio, a seguito dei recenti tragici eventi che hanno colpito prima Parigi e poi Bruxelles, a quella di “terrorismo”. Ma c’è una realtà che invece racconta soprattutto di migliaia di uomini, donne e bambini che ogni giorno arrivano o provano ad arrivare dall’Africa nel Vecchio Continente, in cerca di una speranza o forse semplicemente di un’”alternativa”. Un’alternativa alla povertà, alla guerra o alla persecuzione che affligge il loro Paese d’origine, la loro casa. La maggior parte di loro raggiunge l’Europa senza sapere quello che troverà, ma sa solo quello che ha lasciato. Così, entrando in contatto con la Misericordia di Empoli, che arriva a dare ospitalità a tante persone che sperano in un aiuto, abbiamo provato a raccontare un frammento di vita di due ragazzi giunti in Italia in fuga dall’Africa, il loro impatto con la nuova realtà, la prima "accoglienza" nel luogo dove noi siamo nati e cresciuti. Abbiamo avuto così l’occasione di conoscere Phillips Ike and Jali Babou Saho, due ragazzi nati rispettivamente in Nigeria ed in Gambia, che oggi vivono tra Empoli e San Miniato, dove, grazie al supporto della Misericordia, seguono un percorso di integrazione sociale, lavorativo ed abitativo per richiedenti asilo, con la speranza di raggiungere al più presto una propria autonomia ed ottenere il diritto di vivere a tutti gli effetti nel nostro Paese. Ci hanno così raccontato della loro esperienza passata, del loro difficile viaggio verso l’Italia, e dei loro sogni.

Phillips è un ragazzo di soli 23 anni, di religione ebrea, che si allena ogni giorno per diventare un pugile professionista nella palestra Tana delle Tigri a Ponte a Egola. E’ arrivato in Italia, a Siracusa, nel Settembre del 2015, e da Dicembre, grazie alla Misericordia è venuto a vivere ad Empoli. Ha iniziato a combattere in Sud Africa, dove ha vissuto per circa un anno fino a che, nell’Aprile del 2015, è scoppiata altissima la tensione sociale tra giovani locali e residenti stranieri di altre nazionalità africane, con attacchi xenofobi a Johannesburg e Durban. Phillips è così stato costretto a tornare prima nella sua Nigeria, a Katsina dalla sua famiglia, da dove però si è dovuto nuovamente allontanare a causa dei contrasti religiosi. Si è quindi spostato da solo in Libia, Paese afflitto come tutti sappiamo da forti lotte interne, dove ha vissuto nell’ombra per il forte rischio di essere anche ucciso. Ha dovuto quindi prima di tutto capire di chi si poteva fidare e di chi no. Ha lavorato lì per un mese per potersi guadagnare il passaggio in Italia su uno dei molti barconi che partono da quelle coste. La traversata è durata circa 10 ore insieme a moltissime altre persone con la convinzione che quello non era per lui il momento di morire. Si tratta di un’esperienza che vuole dimenticare. Si definisce un “power puncher”, un picchiatore potente, che affronta la vita a testa bassa. Punta a sfiancare il proprio avversario fino al momento giusto per attaccarlo. Phillips è molto giovane, ma ha già vissuto molto. Si lascia aiutare ma sa anche essere molto indipendente. Non vuole che la sua vita sia contaminata da problemi, vuole essere ricordato per cose buone e non per cose cattive. Ha una propria filosofia di vita, tatuata anche sul braccio: “I search for fame, not for shame! all the same, I sign my name”, Geministic Swagg.

Babou è un musicista e cantante, suona la kora, strumento originario del suo Paese, con cui ha prima viaggiato in diversi paesi del Centro Africa, per poi raggiungere in Libia uno dei fratelli. In pochi giorni però la situazione socio-politica è cambiata, e Babou, non potendo più tornare in Gambia per i pericoli al confine e l’alto costo dei voli, ha deciso di provare a raggiungere l’Italia. Si è così comprato il passaggio nei ben noti barconi. Babou ci ha parlato di quasi un giorno di viaggio in mare fino alla Sicilia, sempre sveglio per paura che potesse succedere qualcosa durante la traversata. Adesso è in Italia da un anno e sei mesi, in attesa dei documenti che spera di ottenere anche grazie all’aiuto della Misericordia e che gli permetterebbero di vivere regolarmente in Europa, magari a Berlino, dove spera un giorno di poter andare a suonare la propria musica. Per ora può muoversi solo in Italia, suonando spesso tra Toscana, Veneto e Milano con gruppi composti da musicisti italiani e non. Ci ha lasciato dicendoci: “I believe one think in my life, I believe humanity, I believe respect … this is life”.

“Con loro” è un progetto che vuole raccontare attraverso la fotografia almeno una piccola parte di due ragazzi che al pari di tanti altri immigrati hanno lasciato molto scappando dal loro Paese, portando “con loro” solo poche cose, una piccola parte di quella che era la loro vita prima di venire in Italia, spesso anche solo i loro sogni. “Con loro” è anche il nostro messaggio e l’augurio che l’Europa tutta tenda sempre una mano verso chi chiede aiuto.

A special thank you goes to Phillips Ike and Babou Saho, that accepted to share their story with us.
We would like to thank the Misericordia of Empoli and all the people working there for the support they gave to our project.
Last, but not least, we would like to thank Alessandro and his gym, in Ponte a Egola, Tana delle Tigri Associazione Sportiva Dilettantistica, associated to Boxe Mugello Valdarno Inferiore.